Noah “Sì, noi siamo così. Noi litighiamo. Tu dici a me che sono un arrogante figlio di puttana, e io ti dico quanto sei una rompi coglioni. E, lo sei il 99% del tempo. E non ho paura di offenderti. Tanto ti bastano due secondi di recupero per passare alla rottura di coglioni successiva” […] “e allora, non sarà facile, anzi sicuramente molto difficile, e dovremmo lavorarci ogni giorno. Ma io voglio farlo, perché io voglio te. Io voglio tutto di te, per sempre. Io e te, ogni giorno della nostra vita. Vuoi fare una cosa per me? Per favore. Prova ad immaginare la tua vita tra trent’anni, fra quanrant’anni. Come sarà? Se la vedi con lui, và. Vai! Te ne sei andata una volta, sopravviverò anche alla seconda se è quello che realmente vuoi. Ma non scegliere la strada più facile.” […] “Smettila di pensare a quello che vogliono gli altri. Non pensare a quello che voglio io, o a quello che vuole lui, o a quello che vogliono i tuoi. Tu che cosa vuoi? Tu, che cosa vuoi? Tu. Che cosa vuoi? Dimmelo, che cosa vuoi.”
“A cosa mi serve il telefono? Cosa me ne faccio di WhatsApp o dei messaggi? Io voglio sentire la voce, voglio guardare in faccia e guardare negli occhi, non voglio emoticon, voglio espressioni! Voglio sentire le risate, non leggerle. Voglio contatto, voglio stringere ed essere stretto in un abbraccio! Voglio spontaneità e non frasi scritte, poi cancellate e riscritte “meglio”! Voglio i silenzi, non i tre puntini.”